Irpinia: un viaggio di vita

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Irpinia, la Verde Irpinia, Irpinia terra di Lupi e di guerrieri, Irpinia sacra e profana,Irpinia ristoro per spirito ed anima.
Non basta, è certo, la dilettantistica scrittura di un comune ‘paesano’ come me a descriverne pregi (tanti) e difetti (ahimè, anche nelle migliori famiglie ci sono) ma è sicura la sincerità delle parole e grande l’amore che provo per questa Terra.
Nascere in Irpinia è come avere un marchio, il graffio del Lupo dentro, quell’innata passione per la natura in ogni cellula, e soffrire di astinenza da ossigeno del nostro verde al solo volgere le spalle alla nostra Terra.

L’Irpinia è una sorta di nuovo triangolo delle Bermuda: ci passi, ti fermi, la vivi e non vorresti più farti ritrovare!
A volte amici e parenti che non ci son ancora stati mi chiedono: “Frà, ma che c’avrà st’Irpinia che me la stai a menà tanto?!” …le risposte son tante!
“Vieni a fare una passeggiata con me tra i faggeti dell’Altopiano di Verteglia o a sederti in riva al lago Laceno”…”Vieni con me al Castello del Monte o a visitare il Goleto”…”Vieni con me a Borgo Castello o alla Rocca”…”Andiamo al Santuario di Montevergine o al mio amato santuario del SS. Salvatore, oppure a S. Gerardo o, perché no, al Santuario di Carpignano o della Madonna del Buon Consiglio”…

In Irpinia, risanato lo spirito contemplando la tranquillità e sacralità dei luoghi e la bellezza dei paesaggi,si può rifocillare anche il corpo.
E non è tanto inusuale trovarsi a casa del parente anziano tutti insieme ad una grande tavolata a godersi ‘li cavatielli, le lagane, le stese, li raviuoli, li cecaluccoli o le maccaronare’, conditi con sugo di pomodoro fatto in casa accompagnato ‘ra lo sausicchio re puorco’.
Il secondo non sarà di meno con carni di allevamenti locali alla brace o al sugo, insalata dell’orto accompagnati da verdure e ortaggi di prima scelta. Seguiranno formaggi, come il provolone podolico, e insaccati vari di produzione artigianale, quali capicollo, salsicce secche, la ‘soppersata’ su fette di pane casereccio.
Naturalmente tutto bagnato da un buon Fiano, o un Taurasi, o un Greco, o un Aglianico.
Alla fine su questa tavolata non mancheranno la frutta secca (nocciole, noci, Castagne IGP di Montella, fichi) e dolci (torroni locali, panzerotti di castagne, amaretti, biscotti all’uovo, taralli nasprati).

Magari alla fine del pasto godervi un goccio di Antehemis, di Anisetta o di amaro del Benedettino.
L’Irpinia è questa: Natura, Vita, lavoro duro e prodotti genuini!
L’Irpinia dà tanto, e ti resta dentro!

di Roberto De Marco

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